Ma cos'è questo gender? - Incontro a Bussolengo - Martedì 19 Aprile

Ma cos'è questo gender?

Martedì 19 aprile alle ore 20:30
La Consulta per le Pari Opportunità del Comune di Bussolengo organizza - in collaborazione con Isolina e...- una conferenza pubblica informativa sul tema del 'gender'. 
Di 'Ideologia del gender' si sente molto parlare...l'obiettivo che ci proponiamo, grazie al valido contributo dei relatori, è quello di fare chiarezza, ma soprattutto di darci la possibilità di fare i primi passi, nella costruzione di una coscienza propria ed indipendente relativamente a questa tematica.

Interverranno: Maria Geneth, ginecologa e sessuologa, Cristina Martini, ricercatrice di ProsMedia, Paolo Azzolini, psicologo e psicoterapeuta. Introduce e modera Laura Sebastio.
Largo spazio sarà lasciato al dibattito.
Sala civica presso Biblioteca Luigi Motta - Piazzale Vittorio Veneto 101 Bussolengo
Con il Patrocinio del Comune di Bussolengo

Chi ha paura di KUNG FU PANDA 3?

Solo pochi ma decisivi genitori, militanti dell'esercito omofobo e anti gender di Adinolfi, Amato e Gandolfini. Decisivi al punto di far saltare la proiezione del film per tutta una scolaresca. 

Leggi su GAY POST 




“KUNG FU PANDA È GENDER”: NIENTE CINEMA PER I BIMBI DI UNA MATERNA 


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Formazione "anti-gender": la svolta integralista della Direzione del Centro polifunzionale Don Calabria

La crociata contro l’ideologia gender entra in un corso di formazione rivolto ad operatori e volontari del Centro Polifunzionale Don Calabria. 


I seminari formativi sono stati organizzati dalla Direzione e sono rivolti a tutto il personale - operatori e volontari. Sebbene il personale non sia obbligato a partecipare, la presenza è tuttavia "caldamente consigliata", eufemismo per edulcorare la natura coercitiva della partecipazione, evidente anche dalla raccolta firme effettuata. 

Materiale informativo "Chi ha paura del gender?"

Tre libretti per una corretta informazione sulla cosiddetta "teoria del gender".


Abbiamo raccolto in tre libretti scaricabili gratuitamente tutto il materiale raccolto in questi mesi di mobilitazione per contrastare l'offensiva #nogender.



Scaricate, leggete, diffondete!

Riconsegnati al consigliere regionale Stefano Valdegamberi i manifesti omofobi di cui è co-firmatario

Comunicato stampa

Riconsegnati al consigliere regionale Stefano Valdegamberi i manifesti omofobi di cui è co-firmatario


Verona, 13 ottobre 2015

Ieri sera, 12 ottobre, la Comitata Giordana Bruna, intervenuta ad un dibattito sul “gender” in quel di San Giovanni Lupatoto, ha restituito a Stefano Valdegamberi, ex assessore e attuale consigliere regionale (dopo parecchie migrazioni) della Lista Zaia, una parte dei manifesti omofobi affissi nelle scorse settimane in città.
Il Valdegamberi è uno dei due “politici” che hanno firmato i manifesti, l’altro è Alberto Benetti, dal maggio 2012 nominato assessore comunale con delega alla Riqualificazione edilizia scolastica e manutenzione straordinaria, Istruzione, Politiche giovanili (della serie siamo ben messi).

Una serata con Gianfranco Amato a Sommacampagna


Una persona che ha assistito alla conferenza di Gianfranco Amato a Sommacampagna ci ha mandato questo resoconto. 


Lo pubblichiamo per continuare il nostro lavoro di controinformazione. 


Se volete, potete mandarci le vostre testimonianze alla mail giordanabrunavr@gmail.com

Nel corso della serata del 15 settembre tenutasi presso la Chiesa Parrocchiale di Sommacampagna (Verona) ho perso il conto di quante volte sia stata utilizzata la parola “pericolo”. Nel clima creato sapientemente dall’avvocato Gianfranco Amato, presidente dei “Giuristi per la Vita”, si fomenta l’isteria collettiva contro lo spettro del “gender” e contro tutto ciò che è diverso dalla norma eterosessuale, sostenuta dalla Chiesa Cattolica.

#BoycottaLaTuaParrocchiaOmofoba colpisce nel segno e svela l'alleanza catto-fascista dei difensori della "famiglia naturale"

COMUNICATO STAMPA COMITATA GIORDANA BRUNA


Martedì 15 settembre Gianfranco Amato dei Giuristi per la Vita, impegnato ormai a tempo pieno nella sua tournée anti-gender, ha occupato la Chiesa parrocchiale di Sommacampagna, accompagnato dalla Presidente dell’Associazione La Pieve con la complicità dei parroci locali.

Parlando con uno dei militanti della Comitata Giordana Bruna, il vice parroco ha cercato di giustificarsi dicendo che non conosceva l'avvocato Amato e le sue prediche d’odio, scaricando la responsabilità sul parroco, Don Tarcisio, fedele e zelante esecutore del pensiero altrettanto intollerante del Vescovo Zenti.