mercoledì 12 luglio 2017

APPELLO CITTADINO CONTRO LA CENSURA A VERONA

APPELLO CITTADINO CONTRO LA CENSURA A VERONA E PETIZIONE ONLINE

Federico Sboarina, neosindaco di Verona, ha annunciato il “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”, al fine di contrastare la “diffusione delle teorie del gender nelle scuole”.

30 gruppi, associazioni e realtà veronesi lanciano un Appello cittadino contro la censura a Verona e una petizione nazionale per difendere la democrazia dei diritti, dell’uguaglianza e della non-discriminazione, contro le intenzioni censorie e discriminatorie della nuova amministrazione.

La Comitata Giordana Bruna invita tutte le persone, i gruppi, i collettivi, le associazioni e le organizzazioni che si riconoscono in questi valori e in questi principi a sottoscrivere l’Appello contro la censura a Verona e a firmare la petizione online a questo indirizzo: http://www.activism.com/it_IT/petizione/appello-cittadino-contro-la-censura-a-verona/196667


APPELLO CITTADINO CONTRO LA CENSURA A VERONA


La censura è il controllo ideologico esercitato da un’autorità pubblica sui mezzi di informazione, sui libri, sulle opere artistiche e, in generale, sulle iniziative della società civile, al fine di accertare che non contengano elementi ritenuti pericolosi per la morale, ed eventualmente proibirne la diffusione e la realizzazione.

Il programma elettorale del neosindaco di Verona, Federico Sboarina, prevede, esplicitamente, di porre in essere delle azioni censorie:
·      contrasto alla diffusione delle teorie del gender nelle scuole, attraverso proposte educative, sviluppate in collaborazione con le associazioni di famiglie e finalizzate a promuovere il rispetto della dignità maschile e femminile senza appiattire le naturali e preziose diversità”;
·      ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”;
·      impegno a respingere ogni iniziativa (delibere, mozioni, ordini del giorno, raccolta firme, gay pride, ecc.) in contrasto con i valori della vita, della famiglia naturale o del primario diritto dei genitori di educare i figli secondo i propri principi morali e religiosi”.
“La teoria del gender” o “ideologia gender” – si ricorda – sono espressioni inventate dal Vaticano tra gli anni 1990 e gli anni 2000 per dare un nome a tutto ciò che si allontana dalla dottrina della Chiesa cattolica e da una visione “naturale” dei rapporti tra i sessi, della sessualità e della famiglia, e dunque: i movimenti femministi, i movimenti gay, lesbici, bisessuali, transgender e intersex (LGBTI), l’educazione di genere, la lotta contro l’omofobia e la transfobia, il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e delle famiglie omogenitoriali.

In risposta alle critiche dell’Associazione Italiana Biblioteche e dell’Associazione Italiana Editori, Federico Sboarina ha ribadito che la sua amministrazione intende promuovere una politica di “difesa della famiglia naturale, composta da una mamma e da un papà”, appoggiato, tra gli altri, da Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, da Alberto Zelger, già noto per la sua battaglia contro “la teoria del gender”, e il candidato sindaco del Popolo della Famiglia, Filippo Grigolini, sostenuto da Mario Adinolfi e dall’Avv. Gianfranco Amato, che di Verona hanno fatto il loro quartier generale.

Con questo appello cittadino contro la censura a Verona, noi, organizzazioni, associazioni, gruppi, cittadine e cittadini che si riconoscono nei valori democratici dell’autonomia e dell’autodeterminazione, delle pari dignità e delle pari opportunità, dell’antirazzismo, dell’antifascismo, dell’antisessismo e della non-discriminazione nei confronti delle persone e delle famiglie LGBT, lanciamo un monito e un avvertimento al neosindaco di Verona Federico Sboarina.

Ci batteremo fermamente con tutti i mezzi a nostra disposizione contro qualsiasi iniziativa che neghi i diritti di libertà e di uguaglianza riconosciuti dalla Costituzione italiana, dalle convenzioni internazionali, e dalle direttive e risoluzioni europee.

Non permetteremo che tornino i tempi della censura e degli indici dei libri proibiti.


Firmato e promosso da: Amnesty International Gruppo 029 Verona, ARCI Spazio Solidale, ARCI Verona, Arcigay Verona Pianeta Urano, Are We Human - rassegna d’arte scenica, Associazione culturale Veronetta129, Circolo Arcigay Lieviti, Comitata Giordana Bruna, Desiderabili, Donne Democratiche Verona, Famiglie Arcobaleno Verona, Fronte Popolare Verona, Gasp - Gruppo Salute e Prevenzione AIDS, Isolina e…, La Sobilla, Libreria Libre!, Libreria Pagina Dodici, Milk Verona LGBT Community Center, Non una di meno - Verona, Partito della, Rifondazione Comunista / Sinistra Europea Verona, Possibile Verona, Progetto TransFormazione, Radio Popolare Verona, Rete dei Comunisti, Rete Studenti Medi Verona, Sat Pink - Servizio Accoglienza Trans Verona & Padova, Sinistra Italiana Verona, Verona in Comune-Sinistra in Comune-Michele Bertucco, Verona Rivolta il Debito // Communia, Unione degli Universitari - UDU Verona.

giovedì 23 marzo 2017

Amato e Povia... al Teatro alle Stimate va in scena l'Omofobia

Il teatro “Le Stimate” e il “Popolo della famiglia”sono gli sponsor elettorali che sostengono Filippo Grigolini a sindaco di Verona.

Il teatro “Le Stimate” e il “Popolo della famiglia” sono gli sponsor elettorali che sostengono Filippo Grigolini a sindaco di Verona. Il 23 Marzo 2017 in questo Teatro andrà in scena uno spettacolo già visto altre volte ma con l’aggiunta di una nota canterina. Povia, “noto” cantante per aver messo in musica la sigla delle terapie riparative, dopo il mancato successo, che rincorre ormai da anni, va in tour per promuovere il pensiero politico del “Popolo della Famiglia”. Chi si porta come spalla? Gianfranco Amato, noto esponente di un movimento in difesa della “famiglia naturale” che non ha prodotto il successo sperato. Si unisce a questo duetto anche la scuola alle Stimate, che già in passato ha concesso il teatro ad esponenti politici omo-transfobici.