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La vera ideologia è quella di chi nega i diritti

La vera ideologia è quella di chi nega i diritti
Troviamo francamente sconcertante addurre la delibera della Giunta della Regione Piemonte n. 27-1613 del 23 giugno 2015 in materia di “Integrazione tesserino di riconoscimento per identità di genere”, come prova del dilagare e della relativa inconfutabile prevalenza della c.d. “Teoria del gender”. 
Qui da “Museo del ridicolo” c’è solo l’ostinato integralismo catto-fascista di chi desidera un’Italia in cui prevalga l’univocità di una visione “monistico-totalitaria” della vita. 
Purtroppo dovremo deludervi, noi non disponiamo di verità assolute forniteci in linea diretta dalla provvidenza e se essere “negazionisti” significa difendere il valore della dignità ed eguaglianza della persona umana, allora non potremo che essere orgogliosi di esserlo fino alla fine.
E qui non si tratta, come afferma l’avv. Amato “di far proprio un discutibile e minoritario orientamento giurisprudenziale in materia”, né di “scegliere a proprio piacimento il precedente che più gli aggrada o conviene nel mare magnum dell’ondivaga, contraddittoria e multicolore giurisprudenza”, ma di tutelare i diritti inviolabili della persona umana così come sostenuto dalla suesposta delibera che afferma “preso atto che, fra i diritti fondamentali riconosciuti e tutelati dalla Costituzione, l’art. 2 riconosce e garantisce anche il diritto all’identità personale e che la Corte Costituzionale ha specificato che nel concetto di identità personale deve farsi rientrare anche il concetto di identità di genere non sempre conforme al corpo biologico”.

Brescia e Verona le più omofobe d'Italia

Noi lo pensiamo da tempo che il nostro territorio a cavallo fra Veneto e Lombardia è fra i più omofobi ed intolleranti d'Italia. Un'omo-transfobia continuamente alimentata dalla chiesa cattolica che con la sua rete di parrocchie e oratori ( i famosi circoli NOI) sostiene logisticamente organizzazioni intolleranti ed oscurantiste (Giuristi per la vita, Manif pour tous, Sentinelle in Piedi, Christus Rex ecc...)  che diffondono soltanto falsità non scientifiche ( La cosidetta IDEOLOGIA DEL GENDER - che non esiste) e seminano odio verso la vera emancipazione femminile ed lgbt.

Segnaliamo due interessanti articoli usciti su giornali bresciani


UN ALTRO VOLANTINAGGIO DI CONTRO-INFORMAZIONE

La Comitata questa sera, 4 Maggio 2015, ha dato il benvenuto a prof. Gandolfini con un volantinaggio di contro-informazione fuori dalla sala dove teneva l'ennesima conferenza catto-fascista in Borgo Roma a Verona presso la Parrocchia Gesù Divino Lavoratore.

Poca gente e tutta molto gentile, hanno preso il nostro volantino, che si siano accorti che aveva contenuti opposti a quelli che avrebbero sentito in sala? Forse si e forse no, ma da come prendevano il materiale forse pensavano che si pubblicizzava la prossima conferenza del Gandolfini.

Un altro segnale del nostro fare. Poi ad un certo punto è arrivata la polizia chiamata dai preti della parrocchia, documenti e via liscia cosi.

Vi diamo appuntamento in sala Lodi il 21 maggio a Verona per la nostra conferenza, partecipate numerose e numerosi e se conoscete personale della scuola o anche genitori portateli magari scopriranno altro sul "gender" un filino diverso da quello che Galdolfini e compari professano.

Ecco qui un resoconto dei contenuti che Gandolfini offre al popolo a una delle sue conferenze.

http://comitatagiordanabruna.blogspot.it/2015/04/una-serata-con-massimo-gandolfini-di.html

Lunga Vita Alla Comitata

Abbasso la famiglia naturale! Evviva l’ideologia del gender!

articolo di Lorenzo Bernini, in «La Falla: L’almanacco del Cassero LGBT Center», lustro primo, maggio 2015 

Molto è stato scritto e detto a proposito delle fotografie blasfeme postate sulla pagina facebook del Cassero. So che l’associazione se ne è scusata, e non vorrei riaprire la questione. Non riesco però a non approfittare di questo articolo per dire che a me hanno divertito. Per il cattivo gusto assomigliavano alle vignette di Charlie Hebdo che dopo la strage sono assurte a simbolo della libertà di espressione. E ricordavano anche la processione della Madonna della Scabbia, protettrice delle frocie malate scassate e messe male, che Porpora Marcasciano descrive nel suo bel libro Antologaia, uscito da poco in una nuova edizione. Certo non saranno piaciute a chi pensa che le comunità LGBTQI italiane debbano starsene composte al loro posto, a elemosinare diritti che vengono loro negati da forze politiche impegnate a rincorrere il voto cattolico. Ma dissacrare i simboli della propria oppressione è di per sé liberatorio. Tra poco si ricorda il 28 giugno 1969, il giorno in cui, scrisse Allen Ginsberg, le persone LGBTQI persero il loro sguardo ferito. Alcuni/e iniziarono allora a sorridere garbatamente, altri/e a ridere sguaiatamente.

L'ennesima Conferenza Omofoba a Verona

Conferenza di natura omofoba all'Istituto Salesiano San Zeno 

Riportiamo la Nota della "Rete Studenti Medi di Verona" che riportiamo sotto.

Nella giornata di oggi gli studenti dell'Istituto Salesiano San Zenohanno partecipato ad una conferenza orgnaizzata dalla presidenza della scuola con relatore Gianfranco Amato. "Davanti a ideologie che anche in Italia si vogliono surretiziamente introdurre nelle scuole e che sono una vera minaccia per la famiglia, vogliamo illuminare i nostri giovani sul pericolo di tale modo di pensare e vivere le loro famiglie attuali e per il loro futuro." così il sito dell'istituto presenta l'incontro, intitolato "Gender, una minaccia per la famiglia". Il relatore ha sottolineato più volte l'erroneità, a suo parere, del concetto di identità sessuale distaccata dal genere fisico. Non è possibile che un avvocato, che si suppone debba difendere i diritti della popolazione intera, sia invitato in una scuola per discriminare e manipolare gli studenti. Il sistema educativo dovrebbe essere il primo mezzo ad abbattere barriere quali discriminazione ed intolleranza, per questo non possiamo evitare di indignarci davanti a tali fenomeni. Come studenti non riteniamo accettabile che tali incontri si tengano all'interno delle scuole, che dovrebbero essere luogo di confronto e formazione anche per quanto riguarda la tolleranza. Gli studenti non possono essere manipolati all'interno di quello che dovrebbe essere un cantiere per la formazione di un pensiero personale ed una coscienza tollerante ed aperta. Ci auguriamo che nessun'altro studente sia costretto a partecipare ad iniziative di stampo omofobo ed intollerante, che vanno certamente ad intaccare la libertà di pensiero degli studenti stessi.

 Rete Studenti Medi Verona, 15 aprile 2015

Teoria del Gender: Ossessione Clericale

Ancora una volta come un'ossessione, il Papa apre la bocca contro la "Teoria del Gender", e in molti si chiedono: Ma non era questo il Papa che aveva detto "Chi sono io per giudicare un gay? E' il Papa innovativo che tutti pensano che sia o c'è qualcosa che non va.
Segnaliamo questo articolo di Chiara Lalli (Filosofa e giornalista) pubblicato su Wired


Se il papa fa il papa e dice cose banali sui gender 
Bergoglio un pontefice innovativo? Forse. Ma non aspettiamoci aperture che rompano gli schemi della dottrina. Il discorso sulla “teoria del gender” nella forma poteva essere più raffinato, nella sostanza non poteva essere altro “Mi chiedo se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza perché non sa più confrontarsi con essa. Così rischiamo un passo indietro, la rimozione della differenza infatti è il problema non la soluzione, per risolvere i loro problemi di relazione l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. 

E’ IL TEMPO DEI DIRITTI NON DELL’ODIO

E’ IL TEMPO DEI DIRITTI NON DELL’ODIO
Le religioni dovrebbero essere il nutrimento, o parte del nutrimento, del cosiddetto spirito ma da sempre esprimono lati di prepotenza e violenza verso chi non ha la stessa fede o non ha fede affatto.
Si pensava che il tempo dell’Inquisizione fosse materia per libri e romanzi storici ma evidentemente ci si sbagliava. L’attacco della Chiesa cattolica, messo in atto attraverso  “professori, giornalisti, psicologi, intellettuali vari”, tutti difensori della “famiglia naturale” contro la teoria del “gender”, ossia contro le persone omosessuali e transessuali, si sta dispiegando su molti fronti.
Sale e cinema parrocchiali, spazi concessi da istituzioni locali compiacenti anche a gruppi integralisti assieme all’estrema destra, piazze concesse alle “Sentinelle in piedi” e blindate dalle forze dell’ordine, martellanti interventi sui media e in rete e, soprattutto, una presenza costante nelle scuole sono segnali evidenti della paura della perdita di un potere sulle coscienze che la Chiesa, e in generale le religioni, vorrebbero assoluto.
Si attaccano così non solo i diritti propri di uno Stato laico, spesso conquistati a fatica (lo stupro fino a non molti anni fa era considerato un delitto contro la morale e non contro la persona), ma intere comunità di persone, le donne innanzitutto, i bambini e le bambine, le persone omosessuali e transessuali, e in generale chi non vive secondo i dettami della Chiesa. Negli anni ’70 le donne hanno conquistato il diritto a divorziare e ad interrompere legalmente la gravidanza attraverso la vittoria di referendum popolari, ottenuta anche col voto delle donne cattoliche, che morivano, come le altre, sui tavoli delle mammane.
Ora è tempo di altri diritti, sanciti tra l’altro da leggi precise in gran parte dei Paesi europei.
Ma la Chiesa non si rassegna all’avanzata dei diritti civili e all’affermazione delle libertà individuali, soprattutto per quanto riguarda le donne e le persone omosessuali e transessuali.
Le pressioni della Chiesa sulla politica a livello nazionale e sulle amministrazioni locali, la difesa della famiglia “naturale”, la crociata contro l’aborto e la pillola del giorno dopo, la propaganda sui “metodi contraccettivi naturali” e via dicendo mirano a chiudere gli spazi di libertà e di autodeterminazione: i consultori pubblici, che si riducono sempre di più; la possibilità di avere assistenza adeguata nelle strutture ospedaliere per l’interruzione di gravidanza, per il grande numero di medici “obiettori”; l’educazione sessuale nelle scuole; l’educazione alla convivenza multietnica e alla comprensione dell’altro.
In Italia, grazie all’influenza cattolica, non esiste ancora una legge sulle “unioni civili” né è previsto il reato di omo/transfobia, cioè dei crimini ispirati da odio contro le persone omosessuali e transessuali, spesso purtroppo vittime di episodi di bullismo, violenza, emarginazione. Le proposte di legge però ci sono e l’Europa spinge perché vengano approvate.
Sarebbe un passo avanti verso la laicità non solo delle istituzioni, ancora fortemente infiltrate di moralismo cattolico, ma verso una cultura diversa, di rispetto dell’altro.
Nessuno vieta ai credenti di costruire “famiglie naturali” (tra l’altro purtroppo spesso teatro di violenza e sopraffazione), né di seguire metodi contraccettivi “naturali”, né di andare in chiesa o mandare i figli a catechismo.
Ora è tempo di altri diritti, che non vanno a ledere nessun diritto acquisito, quindi perché tanto odio in persone che si dicono religiose?

Comitata Giordana Bruna

NASCE A VERONA LA COMITATA GIORDANA BRUNA CONTRO L’EGEMONIA CATTO-FASCISTA

COMITATA GIORDANA BRUNA

AI GRUPPI / ALLE ASSOCIAZIONI / ALLE PERSONE E ALTRE REALTA’  CHE SENTONO LA FORTE ESIGENZA DI AFFERMARE IL LORO DIRITTO DI CITTADINANZA E AUTODETERMINAZIONE CONTRO L’EGEMONIA CATTO-FASCISTA
RICHIESTA CONTATTO, INFORMAZIONI  E ADESIONI.

Siamo sotto attacco, la gerarchia vaticana è nuovamente scesa in campo contro noi tutt*, contro i nostri diritti e la nostra autodeterminazione. Le finte aperture di Bergoglio avevano forse ingannato qualcuno ma ormai, alla luce di quanto sta accadendo, si può dire che la fortunata e azzeccata operazione di marketing vaticana si è mostrata per quello che è ed è sempre stata: sostegno totale e incondizionato alla famiglia natural/tradizionale/fascista in contrasto a tutto quello che in essa non si riconosce e magari la combatte come modello unico da seguire.

Le ultime dichiarazioni di Bagnasco contro la “teoria del Gender”, che il movimento lgbt e in generale il movimento libertario rivendica come propria, non nascono oggi ma hanno radici lontane, nei movimenti integralisti cattolici francesi e non solo. La novità è la discesa in campo ufficiale della Chiesa a sostegno delle tante iniziative, convegni e incontri organizzati in maniera capillare su tutto il territorio nazionale, con la concessione di sale, cinema e spazi parrocchiali.
Lo scopo dichiarato è contrastare altri possibili modelli di “famiglie”, unioni e visioni che mettono in crisi il loro modello familista, patriarcale e antico, un potere millenario. Le Sentinelle in Piedi, gli incontri nelle parrocchie, la parola lasciata ai loro esperti e professori, le conferenze istituzionali, gli incontri nelle scuole sono solo lo specchio di una realtà che fa i conti con la storia, una realtà che ha paura di perdere i tanti, troppi privilegi sociali, economici ed educativi accumulati in millenni di accurato sfruttamento delle coscienze.
Noi non crediamo che siano solo le persone GLBTQI oggetto della loro discriminazione ma anche tante altre persone e soggettività che non seguono i loro dogmi, le tante donne che rivendicano il diritto all’interruzione di gravidanza medicalmente assistita, messo in discussione ogni 6 mesi, insegnanti e studenti che subiscono il blocco dei programmi scolastici con oggetto l’educazione sessuale, cittadini e cittadini che assistono al continuo condizionamento di uno stato nato laico, e via dicendo.
Ovviamente l’obiettivo più urgente, anche questo dichiarato, è quello di bloccare la legge contro i reati di omo-bi-transfobia e la legge che dovrebbe sancire le unioni civili sia per omosessuali che per eterosessuali.
Il territorio veneto, in cui noi viviamo, fa i conti sempre più con questa aggressione cattolico/fascista, non passa settimana che non ci sia un’iniziativa di questo stampo in qualche parrocchia di provincia e spesso, con le amministrazioni locali compiacenti, anche in spazi istituzionali.
Per questo abbiamo deciso di muoverci per contrastarla, le modalità e le azioni son tante e su più piani: politico, culturale, filosofico, di movimento e di contro-informazione.
Siamo un gruppo di persone che da sempre a Verona si battono per l’affermazione dei diritti di cittadinanza, siamo gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, donne femministe e uomini eterosessuali ed eterodissidenti. Vogliamo costruire iniziative e fare contro-informazione, per questo vi chiediamo di condividere questo percorso a livello locale, regionale e nazionale in modo da essere più efficaci.


Il nostro comitato, o meglio comitata, si riunisce presso il Circolo Pink di Verona, associazione antirazzista e antifascista GLBTQE, potete farci sapere cosa fate sul vostro territorio scrivendo a giordanabrunavr@gmail.com ma anche e soprattutto se condividete questa nostra visione della realtà e se siete interessate e interessati a costruire una rete e un percorso comune a livello nazionale anche aderendo alla Comitata.

Restiamo in attesa di vostre impressioni e comunicazioni.
Aspettiamo vostre adesioni: giordanabrunavr@gmail.com


Comitata Giordana Bruna - Verona
Aderiscono: Circolo Pink Verona, Collettivo Anguane, TransFormazione, Laboratorio Autogestito Paratodos,
Arcigay Verona, Comitato per i diritti della prostitute, Egon Botteghi, Lorenzo Bernini, Federico Zappino, Marco Reggio, Queersquilie, Anet, Circolo Maurice Lgbt Torino

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comitatA giordanA brunA


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