giovedì 13 ottobre 2016

Resoconto dall'incontro promosso da ProVita a Verona il 10 ottobre 2016

Aggiungi un Komov a tavola, che ci sta un fascio in più 

Un centinaio di persone ha risposto “Presente!” all’appello lanciato dall’associazione ProVita Onlus per la tappa veronese del 10 ottobre della tournée italiana dell’“ambasciatore” (senza ambasciata) Alexey Komov, rappresentante del World Congress of Families, organizzazione internazionale che riunisce gli integralisti cristiani di diversi paesi. 

Komov è in “bella” compagnia: il suo intervento è preceduto dal coordinatore nazionale dei Giovani Padani Vito Comencini, che inaugura la serata denunciando le “schifezze” che insegnano oggi alle bambine e ai bambini a scuola, quelle robe lì del “gender”, del matrimonio gay, delle adozioni dei gay, dei gay e dei trans, e dall’europarlamentare della Lega Lorenzo Fontana, che ci dà un bell’esempio di come la difesa cattolica della famiglia cosiddetta “naturale” vada di pari passo con una buona dose di xenofobia e di razzismo.


Perché – cari signori (comunque c’erano anche molte signore, tra cui la catto-immancabile Patrizia Stella) – l’Europa ci dice che dobbiamo far venire gli immigrati per fare figli, perché i nostri giovani se ne vanno. Non trovano lavoro e non possono fare figli e mettere su famiglia, e allora noi saremo l’ultima generazione che conoscerà la civiltà italiana, perché dopo di questa non ci sarà più un popolo italiano, perché ormai i figli li fanno solo gli immigrati. L’Italia s’era desta, ora è finita. 

Ma, attenzione, gli immigrati non sono l’unico pericolo per la famiglia. 

Ci sono anche i “nostri fratelli omosessuali” che, da buon cattolico misericordioso, Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, vuole accogliere, perché davvero sono i nostri fratelli e noi dobbiamo aiutarli a “curarsi”, perché cari signori - sì perché qui parlano solo gli uomini, quelli veri, quelli che ce l’hanno sempre duro, ovviamente - gay, lesbiche e trans possono ridiventare eterosessuali (una nota per il signor Brandi che non ha fatto bene i compiti delle vacanze: identità di genere e orientamento sessuale sono due cose diverse: esistono trans lesbiche, trans gay e trans etero, ndr). 

Ditelo ai vostri amici, “dovete convincere tre persone a settimana”, usate argomenti semplici e “razionali” (poco importa se siano completamente falsi e fasulli, ndr): la legge Cirinnà è inutile e dannosa. Non è vero che dà diritti, li toglie! Perché a ogni diritto corrisponde un dovere e questa legge obbliga i sindaci che non sono d’accordo a dover celebrare le unioni civili, e questo è uno scandalo! Siamo addirittura arrivati al punto di dover chiedere a un sindaco di rispettare la legge! Ma vi rendete conto? Brandi non ci sta.

E ricordatevelo quando andrete a votare il 4 dicembre per il referendum! Questo Governo è complice dei poteri forti delle grandi multinazionali che fanno soldi sulla “sessualizzazione precoce” dei bambini vendendo preservativi, contraccettivi e pornografia. Questa è la verità, cari signori! Alza la voce, Toni Brandi, in un crescendo pianificato, cercando l’applauso che puntualmente arriva. Un po’ artificiosa come mossa ma per fortuna c’è Alberto Zelger, che modera la serata, a ringraziare il Brandi per il suo sentito intervento, prima di passare la parola a Alexey Komov, vera star della serata.

Sposato e padre di cinque figli, lo pseudo-ambasciatore dell’integralismo cristiano (ortodosso nel suo caso) ha un messaggio chiaro da far passare: il mondo occidentale è in mano a forze demoniache e diaboliche. Non ci credete? Basta vedere quei giochi che danno ai bambini, tutti quei mostri sono il segno della presenza del diavolo. Non come in Russia. Da noi, dice Komov, l’82% della popolazione è credente e, da quando c’è Putin, basta prostituzione, basta pornografia, basta mafia, e soprattutto basta gay, lesbiche e trans, grazie alla sua legge contro la propaganda “omosessualista”, la terra di Russia è ormai tutto casa, chiesa e famiglia. E se hai una famiglia numerosa come la sua, c’hai pure il parcheggio gratis a Mosca (non è uno scherzo, l’ha detto davvero). 

Poche domande dal pubblico. A parte gli applausi e le foto a quello che da finto ambasciatore alla fine della serata è diventato “il Signor Console”, tutti se ne vanno ma non prima di aver firmato la petizione contro l’utero in affitto e di aver comprato il DVD sulla surrogacy perché queste cose, come dice il difensore delle cause russe Zelger, non ce le fanno vedere alla televisione, eh no, “non ce la raccontano giusta”. 

Qui invece, nella sede dell’Associazione Nazionale dei Mutilati e Invalidi di Guerra, ci raccontano proprio tutto l’odio che portano ai “diversi”, alla giustizia, ai diritti, alla democrazia. 

Noi abbiamo riso un sacco ascoltando queste farneticazioni assurde e ridicole, ma loro, purtroppo, facevano sul serio. 

La Comitata Giordana Bruna