lunedì 22 giugno 2015

ALLARME GENDER? TRA FANTASMI E REALTA' - Mercoledì 24 Giugno a Verona


Valeria Pernice (DONNE DEMOCRATICHE), Elisa La Paglia (SE NON ORA QUANDO), BARBARA SETTI (CONSIGLIERA 5 STELLE Bussolengo) organizzano


ALLARME GENDER?
TRA FANTASMI E REALTA
'

MERCOLEDì 24 GIUGNO
ORE 20.30 SALA BRUNELLESCHI
VIA BRUNELLESCHI 12,
DIETRO FARMACIA ZONA STADIO


Filosofa del linguaggio Laura Sebastio - LE DIFFERENZE OLTRE GLI STEREOTIPI

Psicologa psicoterapeuta
Luigina Zappon - MATERNITA' E PATERNITA' TRA BIOLOGIA E CULTURA


Psicoterapeuta e docente
Antonella Elena Rossi - LA SCUOLA FA LA DIFFERENZA: progetti


Avvocato - PROPOSTE DI LEGGE in cantiere

Sociologo dei movimenti sociali Univ. di Verona
Massimo Prearo - MOVIMENTI "NO-GENDER" ORIGINI E FINI

Presidente Coordinamento Teologhe Italiane
CRISTINA SIMONELLI - RIFLESSIONI

Family Day: cronaca di una giornata particolare

di Massimo Prearo
Roma, Sabato 20 giugno 2015. Arrivo in piazza San Giovanni al fianco di un gruppo dall’accento veneto, guidati da una capofila che sventola con orgoglio la bandiera raffigurante la madonna di Medjugorje, preoccupati di essere in ritardo e di perdersi il meglio della manifestazione, ma rassicurati da un saggio papà – “tanto c’è poco da ascoltare, l’importante è far numero”. Riconosco da lontano la voce di Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato organizzatore “Difendiamo i nostri figli”, che tuona dall’altoparlante con spirito autocompiaciuto, e mi ritrovo infine in mezzo a una massa ordinata e organizzata di #nogender. Bandiere della Manif pour tous (rosa per le femminucce, azzurre per i maschietti, ça va sans dire), cartelli per dire “no” all’aborto, al divorzio, alle convivenze e all’eutanasia perché “l’Europa senza dio non ha futuro”, ma anche “no al mercato dei bambini”, per gridare “mamma e papà, aiuto!” o “le nostre differenze non si cancellano”, per dire “no al DDL Cirinnà, no al DDL Scalfarotto, no al DDL Fedeli”; insomma una manifestazione che per celebrare la famiglia “naturale” si pone contro tutto ciò che nella complessa e continua trasformazione della società ridefinisce i confini stessi della famiglia e delle identità. “Noi non siamo contro i gay”, insistono dal palco. In effetti, come da catechismo della Chiesa cattolica, le persone omosessuali non dovrebbero essere biasimate per la loro condizione “oggettivamente disordinata”, è la loro omosessualità viziosa che deve essere ostacolata, condannata, repressa e riparata, ed è la loro pretesa a essere riconosciuti come cittadini uguali che hanno il diritto di avere diritti che non può essere accolta.

mercoledì 17 giugno 2015

NON SERVE LA MACCHINA DEL TEMPO PER TORNARE AL MEDIOEVO: BASTANO I "NO GENDER"

Sabato 20 giugno si terrà a Roma la manifestazione “Difendiamo i nostri figli”. Gli organizzatori parlano di una partecipazione che viene stimata tra i 500.00 a 1 milione di persone.

Ci si chiederà quale potrebbe mai essere il motivo di una tale mobilitazione nazionale: una minaccia di attacco missilistico sulle scuole? Il divieto di guardare Rai YoYo imponendo ai bambini le frivolezze di Real Time? Una manifestazione contro il decreto “La Buona Scuola”? Ebbene no: tutta questa gente scenderà in piazza contro la Teoria del Gender. Vale a dire: verranno organizzati pullman, prenotati treni e magari pernottamenti per partecipare a una manifestazione contro qualcosa che non esiste. Al pari, insomma, delle manifestazioni contro le scie chimiche. Sì, perché, nonostante i Movimenti ProVita, i Giuristi per La Vita, I Voglio la Mamma, le Sentinelle in Piedi continuino a ripetere in un loop eterno che la vera minaccia alla famiglia naturale e a i suoi valori sia la Teoria del Gender, essa altro non è che una loro sapiente creazione per generare nell’italiano medio (quello, per intenderci, che si beve tutto ciò che gli viene propinato senza un minimo di spirito critico) una vera e propria fobia verso ciò che non sia “naturale”.

Potremmo perdere ore a discutere su cosa sia naturale e cosa no, tuttavia riassumiamo qui in breve cosa significhi per loro l’anormalità: l’omosessualità, in primis, la transessualità, ma anche, e non dimentichiamolo mai, le rivendicazioni che le donne negli anni hanno faticosamente conquistato. Il poter lavorare, la capacità di scegliere da sé sul proprio corpo, l’indipendenza economica e familiare, e, chiaramente, il diritto all’aborto.

Basta partecipare a una delle tante, tantissime conferenze che i Movimenti “NO gender” hanno organizzato e stanno tutt’ora portando avanti in tutta Italia per rendersi conto che il loro è un attacco a 360 gradi nei confronti di ciò che esce dalla loro (e sottolineo: LORO) visione di quello che deve essere il nucleo fondante della società: la famiglia eterosessuale, formata da mamma (possibilmente casalinga, così può accudire al marito e alla prole), papà e figli. Millantano un attacco, da parte dell’oscura lobby LGBT, verso le loro famiglie e accusano il Governo e l’Unar (Ufficio Nazionale Contro le Discriminazioni Razziali) di voler omosessualizzare i figli, insegnando loro, a scuola, che ci si può svegliare da un giorno all’altro e dire: “oggi sono uomo, domani sono donna, dopodomani si vedrà”. E’ chiaro che chiunque partecipi a queste conferenze e applichi un minimo di discernimento a ciò che vi viene detto capirà, nonostante le slide e i roboanti nomi che vengono citati (si scomoda anche Freud, pure lui colpevole di aver sdoganato l’omosessualità), che questi altro non sono che mistificatori e manipolatori.

In un’epoca in cui ci si beve tutto ciò che passa per la rete, in cui si condividono notizie palesemente false senza porsi mai il dubbio sulla veridicità o meno delle stesse, i relatori hanno vita facile, e lo sanno bene. I loro titoli, poi, generano negli uditori un senso di rispetto e di riverenza: avvocato, professore, psicologo, medico. Ciò che stanno facendo, tuttavia, è cercare di convincere l’audience che non c’è nulla di male a discriminare, a negare diritti a coloro che li rivendicano, a impedire che venga approvata una legge contro i crimini d’odio su base omofobica e transfobica. Parallelamente, si rimettono in discussione diritti acquisiti, come quello all’aborto, si contesta la legge 194 e si applaudono gli obiettori negli ospedali, ci si scaglia contro l’educazione sessuale nelle scuole (la donna deve arrivare possibilmente vergine al matrimonio), rea di spingere i ragazzi alla masturbazione compulsiva. Perché è proprio questo che viene detto: a scuola insegnano ai nostri figli a masturbarsi. Nuovamente, anche qui, chiunque abbia un minimo di sale in zucca capirebbe quanto sia assurda e surreale questa affermazione, eppure la gente ci crede, mormora tra il pubblico “che schifo” e magari inizia a considerare l’ipotesi di mandare i propri pargoli in istituti cattolici, almeno, lì, certe cose non succedono. Un caso?

Statisticamente, le più affezionate partecipanti a questi incontri sono donne, sui 40/50 anni: sono le più spaventate, quelle che si comperano i libri di Amato e che si leggono “Sposati e sii sottomessa” di Costanza Miriano. A voler fare un azzardo sociologico e psicologico, si potrebbe dire che ci vadano per trovare una legittimazione alla loro vita, perché hanno bisogno che qualcuno dica loro: tu è giusto che cresca i figli, che la tua unica aspirazione sia quella di avere una famiglia e un marito da accudire, che magari abbia rinunciato a tante cose (lo studio, la carriera, le tue ambizioni) per soddisfare un ruolo che ti hanno cucito addosso e che magari manco volevi. Poi ti facciamo anche qualche battutina sessista su come tu non sappia guidare e su come il tuo cervello sia scientificamente diverso da quello dell’uomo, che allegria!, ridiamo assieme e tu, nel tuo ridere non capisci neppure quanto in realtà tu venga umiliata da quelle parole.

A chi tende a sottovalutare il fenomeno, a dire: sono quattro gatti, rispondiamo che noi questa sicurezza non l’abbiamo e che siamo seriamente preoccupati per ciò che sta accadendo, perché questa è una lotta contro la laicità dello stato e delle istituzioni, una campagna d’odio verso le persone lgbt e verso le donne. E se hai la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di essere maschio eterosessuale e, dunque, il punto forte della catena (secondo loro), ti rispondiamo che forse, un giorno avrai una figlia: vorrai che venga vista solo come incubatrice casalinga? E se invece a tuo figlio piacerà in ballo, vorrai che venga preso in giro perché è una cosa da checca senza che nessuno spieghi ai suoi compagni che ognuno ha il diritto di essere come desidera?

Pensaci. Non è vero che riguarda solo noi.
Riguarda anche te

di Ilaria Ruzza

Nessuno combatte le allucinazioni degli omofobi - Articolo

Segnalazione articolo interessante:

Nessuno combatte le allucinazioni degli omofobi

di Chiara Lalli su INTERNAZIONALE


martedì 16 giugno 2015

L'IDEOLOGIA DEL GENDER NON ESISTE, L'OMOFOBIA SI - Presidio a Lugagnano - Verona

Il presidio della Comitata Giordana Bruna a Lugagnano (VR).
L'IDEOLOGIA DEL GENDER NON ESISTE, L'OMOFOBIA SI
Questo c'era scritto sullo striscione che abbiamo esposto fuori dalla Sala Parrocchiale di Lugagnano (VR), stasera andava in scena l'ennesima conferenza omofoba dal titolo apparentemente innoquo:
“Famiglia, Scuola, Società. Quale futuro educativo all'alba delle nuove ideologie”: ospite e relatore Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita.
Gianfranco Amato è un personaggio noto per le sue posizioni contro i diritti alle persone gay, lesbiche e trans, strenuo difensore della famiglia naturale tradizionale, contro ogni forma di riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e contro l’approvazione di una legge che punisca i reati di omofobia e di transfobia.

La Comitata Giornada Bruna era a Lugagnano per far sentire la sua voce, per fare contro-informazione alle persone che entravano, purtroppo sempre troppe. L'invito era quello a non farsi riempire la testa con facili teorie che vede sempre noi gay, lesbiche, trans ma anche le donne che rivendicano la loro autodeterminazione, come soggetti che vogliono distruggere la loro famiglia "natural-tradizionale", non c'è bisogno di farlo, è già scoppiata e in crisi da decenni. Inutile dire che c'era il solito spiegamento di forze dell'ordine preoccupate forse che potessimo saltare addosso a tutte e tutti i partecipanti, nota positiva se vogliamo, la presenza del Sindaco di Lugagnano che non è entrato, forse neppure lui in accordo con i contenuti che avrebbe espresso Amato.
Lunga vita alla Comitata.
foto del presidio.

sabato 13 giugno 2015

Presidio per i diritti!



PRESIDIO PER I DIRITTI! A LUGAGNANO DI SONA
Martedì 16 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.30.

Dopo il VERONA PRIDE, la nostra battaglia non finisce qui! Rispondiamo all'odio Omo-transfobico dei Giuristi per la Vita e dei vari movimenti NO-GENDER.




Martedì 16 Giugno 2015 presso il Salone Parrocchiale di Lugagnano (VR) si terrà l’ennesimo incontro omo-transfobico e contro la laicità e la libertà di informazione nelle scuole dal titolo “Famiglia, Scuola, Società. Quale futuro educativo all'alba delle nuove ideologie”: ospite e relatore della serata sarà l’avv. Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita. 


L’avv. Amato è un personaggio noto per le sue posizioni contro i diritti alle persone gay, lesbiche e trans, strenuo difensore della famiglia naturale tradizionale, contro ogni forma di riconoscimento delle coppie dello stesso sesso e contro l’approvazione di una legge che punisca i reati di omofobia e di transfobia.

La Comitata Giordana Bruna indice un presidio davanti al Salone Parrocchiale di Lugagnano per ribadire che la “teoria-ideologia del gender” non esiste, è solo un’invenzione messa a punto contro l’autodeterminazione delle donne, delle lesbiche, dei gay, delle persone bisessuali, trans e intersex; ma anche contro una scuola libera e laica.

Dopo il Verona Pride diamoci appuntamento tutte e tutti a Lugagnano in provincia di Verona, martedì 16 giugno dalle ore 20.00 alle ore 21.30.

Movimenti “no gender”: chi sono, cosa fanno, cosa vogliono?

E' giusto sapere chi sono e qual'è il reale intento di questi movimenti. Il 21 Maggio scorso e stata organizzata a Verona una Conferenza molto partecipata per contro-informare sulla cosidetta "Teoria del Gender" (che non esiste). 


Fra i relatori, Massimo Prearo, ricercatore presso l'Università di Verona ha fatto un ampia e dettagliata relazione appunto sui "Movimenti No gender".

Invitiamo tutte/i a leggerlo per avere materiale per una giusta contro-informazione.

I movimenti “no gender” non sono dei movimenti di informazione sul gender, ma movimenti spinti da un’ideologia reazionaria e conservatrice di stampo cattolico con fini politici ben definiti, che si avvalgono dell’appoggio della gerarchia vaticana e soprattutto, a livello locale, di vescovi e arcivescovi che rivendicano la necessità di una rinascita identitaria del mondo cattolico intervenendo anche abusivamente nella vita politica per dare indicazioni di voto. In questo senso, i movimenti anti-gender sono movimenti anti-democratici perché si oppongono allo sviluppo di una società fondata sui principi fondamentali della democrazia.

venerdì 12 giugno 2015

L'Omo-transfobia dei No Gender corre su Whatsapp

Sono davvero tanti gli amici, insegnanti e soprattutto genitori che ci segnalano di ricevere messaggi dal contenuto omofobico tramite Whattsapp*, la oramai popolarissima applicazione di messaggeria per smatphone e tablet.

Da chi provengono questi messaggi? Ovviamente da chi sta inculcando nelle menti della gente, in maniera "scientifica" ed organizzata, che esiste una terribile minaccia che sconvolgerà per sempre la nostra società; La cosidetta ed inesistente "Ideologia del Gender"* o "Teoria del Gender"*. Una minaccia che può essere considerata per la sua pericolosità al pari di un'imminente invasione aliena.

Come funziona e come agiscono gl'intolleranti?
C'è da dire che è una cosa anche benpensata... è semplice; Chiedono i numeri di telefono degli ignari genitori dei compagni di classe dei loro figli, magari con la scusa di invitarli alla festicciola di compleanno del pargolo, e poi li si consegna a qualcuno che li raccoglie in un database e che al momento giusto segnalerà questo o quell'evento presso una sala, un circolo parrocchiale, spazio comunale o altro luogo, con l'annuncio di ospiti d'eccezione, che poi sono sempre i soliti che girano e che conosciamo; Gandolfini, Amato, Corradi ecc... Oppure loro stessi agiscono da rete di diffusione di un messaggio preparato ed inviato dall'organizzazione.

I messaggi che vengono diffusi inoltre invitano a boicottare qualsiasi tipo di iniziativa che parli di sessualità ed educazione sessuale a scuola, a segnalare libri e testi omosessualisti* giacenti nelle biblioteche scolastiche, i quali a loro avviso, diffondono "l'ideologia del pensiero unico omosessualista". Invitano inoltre  a denunciare ai dirigenti scolastici quegl'insegnanti che affrontano con gli studenti, una qualsiasi informazione sull'omosessualità e/o la transessualità o anche parlano di prevenzione dalle infezioni sessualmente trasmesse.

Lo scopo è sempre quello di creare un clima di terrore nella gente al fine di impedire il raggiundimento di qualsiasi diritto da parte della Comunità LGBT*

di Zeno Menegazzi

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WhatsApp
https://it.wikipedia.org/wiki/WhatsApp


Teoria del Gender o Ideologia del Gender
http://www.wikipink.org/index.php?title=Teoria_del_gender

Omosessualista/Omosessualismo
http://www.wikipink.org/index.php?title=Omosessualismo

LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender)

https://it.wikipedia.org/wiki/LGBT
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La COMITATA GIORDANA BRUNA invita chiunque a segnalarci una qualsiasi iniziativa di carattere Omo-transfobico o che parli di "Teoria del Gender" di cui venite a conoscenza sul vostro territorio. La mail è: giordanabrunavr@gmail.com